Era la parola che campeggiava sui manifesti con cui Giorgia Meloni si candidava a governare il Paese: il governo tra i più longevi della storia (ma con questo parlamento, sarebbe durato pure il gatto) è anche il più impreparato dall’età dei Cro-Magnon. Qualche ricordo:
Francesco Lollobrigida. Ministro della sovranità alimentare, cognato di Giorgia Meloni, primo oppositore della carne coltivata: quanto materiale su cui scrivere ci regala Francesco Lollobrigida? Troppo. Per tenere il filo e allenare la memoria, il sito Dissapore ha preparato un Lollo Dissing, in continuo aggiornamento.
Gennaro Sangiuliano. Detto anche Genny Hill, per la propensione alla gaffe buffa, si è conquistato un posto nella storia per la love story senza lieto fine con l’appariscente Maria Rosaria Boccia.
Eugenia Roccella: la ministra delle dispari opportunità. Ottobre 2026: siccome oggi avere un figlio può diventare uno svantaggio sul lavoro, afferma che dividere quello svantaggio tra madre e padre “non risolve il problema, semmai lo moltiplica”. Quindi la madre deve continuare a sobbarcarsi tutto il carico, e rinunciare alla carriera o ridurne la prospettiva. Il padre può (anzi, deve) continuare a starsene fuori. Come hai detto? Medioevo? Tempo prima, colei che si dovrebbe occupare di pari opportunità aveva dichiarato: “l’omofobia non la vedo”. Una ciecata nella torre di controllo.
Delmastro e Donzelli: compagni di scuola. I due, che vivono insieme, finiscono sotto accusa quando il primo rivela un segreto di ufficio al secondo, per farglielo usare contro gli avversari politici. Si tratta del caso Cospito: Delmastro viene rinviato a giudizio nel 2023 e condannato in primo grado a febbraio 2025 a otto mesi di reclusione (con pena sospesa) per rivelazione di segreto d’ufficio, per aver divulgato informazioni riservate sull’anarchico Alfredo Cospito legate al regime del 41-bis. Il procedimento è in appello.
Emanuele Pozzolo e Delmastro: capodanno col botto. Alla festa di capodanno, spara a caso con una pistola e ferisce un uomo della scorta. Alla festa c’era anche Delmastro, che dai casini non si riesce a tirare mai fuori.
Marcello Gemmato: l’uomo pieno di interessi. Meno noto, meno sotto i riflettori. E’ farmacista, nel senso che possiede farmacie. Fa anche il sottosegretario alla salute pubblica: nel 2025 ha scelto 251 farmaci costosi, fino ad allora comprati (a minor prezzo) e distribuiti direttamente dalle ASL, e li ha passati alle farmacie private – che ovviamente li pagano di più. Ha introdotto una riforma sui farmaci di fascia bassa aumentandone il prezzo del 31%. Secondo l’inchiesta Dataroom di Milena Gabanelli, le modifiche a firma Gemmato creano un costo aggiuntivo per il SSN di circa 270 milioni di euro all’anno. Possiede quote di società con diversi poliambulatori in Puglia; la sua società produsse uno spot pubblicitario che promuoveva le visite specialistiche private per bypassare le lunghe liste d’attesa del Servizio Sanitario Nazionale.
2026: Crisi del prezzo dei carburanti. A gennaio il governo Meloni sposta le accise dal gasolio alla benzina; un mese dopo il suo sodale e (da lei) candidato al Nobel per la Pace Trump decide di premere un bottone a casaccio, su invito dell’amico Bibi, colpendo l’Iran e scatenando la guerra dei prezzi. Il costo del carburante arriva al suo record assoluto, perché la guerra impari cogli USA fa capire agli iraniani di avere il potere di controllare lo stretto di Hormuz, dove passa una quantità enorme di commercio mondiale, petrolio in testa. Era una promessa vacua dal 2022: adesso Meloni è costretta a ridurre le accise, ma solo di mese in mese (aka “governo alla giornata”) e di un’inezia, circa 10 centesimi al litro col carburante che arriva a costare 80 centesimi più del periodo precedente. Fa di tutto per togliere gli incentivi, che iniziano a pesare sul bilancio, fino all’idea di “convincere” le compagnie petrolifere a mettere un tetto al prezzo: ENI lo fa (gasolio 2,19, benzina 1.99) e lei riporta le accise al livello precedente. Tuttavia, il tetto era vincolato alla riduzione delle accise: finito il taglio salta pure il tetto.
2026: i 100 milioni regalati all’azienda che finanzia FdI: Cento milioni pagati come transazione, nonostante l’Avvocatura dello Stato non volesse chiudere la transazione a quelle condizioni. Ma la ditta è anche finanziatrice del partito della PdC, quindi… Leggi qui.
2026: il bollo auto. Annunciato come abolizione di una tassa impopolare, è in realtà una sospensione nell’anno delle elezioni (2027), solo per alcune auto di bassa cilindrata e per le moto (una a famiglia). Le entrate – che andavano tutte alle regioni – saranno ristorate in parte dai fondi pubblici, con la conseguenza che saranno pagate da tutti, invece che da chi ha una macchina, e che lasceranno comunque buchi rilevanti nei bilanci regionali, quindi sostanzialmente nella sanità. Per la sola regione Toscana si parla di 200 milioni in meno. Nessun limite di reddito: se ho 5 macchine posso risparmiare 200 euro su quella più piccola, se ho una Punto del 2000 pago anche per la macchina di chi ne ha 5. Il tutto con la benzina a livelli record da quando è stato inventato il motore a scoppio.
2026: L’autogol di Ceuta. Per darsi un tono, aiutare l’internazionale sovranista e fare uno sgambetto al socialista Sanchez, dopo la maxi invasione dell’exclave africana il governo (in violazione dei trattati europei) blocca le frontiere con la Spagna. Frontiere che non esistono: allora blocca aeroporti e porti (come se un migrante arrivato a nuoto potesse mettersi in coda al check-in). Con l’unico risultato di rallentare i turisti italiani in Spagna e quelli spagnoli in Italia, tanto da ricevere pesanti critiche anche dai sindacati di polizia. Chiede un incontro urgente alla UE per stigmatizzare l’operato di Sanchez, che però ha respinto oltre 60mila migranti in sole 12 ore: il risultato è il plauso dei 22 paesi convocati, e l’umiliazione di Meloni. La Spagna – dopo vari inviti a togliere l’inutile e insolente blocco – decide di chiudere a sua volta le frontiere aeree con l’Italia, dal momento che il colabrodo siamo noi; M. non sa più che fare, il giochetto le si è ritorto contro (e contro i turisti italiani in Spagna, circa 5 milioni l’anno). In più, visto che le destre sovraniste incalzano, e sovranismo vuol dire tutti contro tutti, la Germania per rincorrere AFD (come Meloni rincorre Vannacci), seguita a ruota da Austria, Svizzera, Finlandia, Svezia e Olanda (lista in aggiornamento), chiede di applicare l’accordo di Dublino, che dal 2022 l’Italia non applica, mandandoci indietro i migranti entrati in UE dall’Italia. Congrats, Giorgia. Da notare che chi avrebbe potuto accodarsi ai paesi appena elencati, per “ritorsione” come dalle parole della Farnesina, cioè la Spagna, ha scelto di non farlo.
2026: Ancora Delmastro: gli affari con la figlia di un camorrista. Emerge la sua partecipazione in affari con la figlia di Mauro Caroccia, condannato definitivamente per intestazione fittizia di beni aggravata dall’aver favorito il clan Senese di Roma. Alla fine si dimette, nell’accelerazione post-referendum sulla giustizia di marzo 2026. Escono delle chat compromettenti: pur di non farle uscire, la maggioranza aggira le regole parlamentari impedendo, per la prima volta nella storia, ai componenti di opposizione della giunta per le autorizzazioni della Camera di prenderne visione. Cosa nascondono quelle chat? Un coinvolgimento della maggioranza di governo con la camorra? A questo punto, ogni pensiero è lecito.
2025: il caso Paragon. Si scopre che un gruppo di giornalisti italiani sono stati intercettati e spiati per mesi attraverso un sofisticato software di sorveglianza – chiamato appunto “Graphite” – prodotto e venduto dalla società israeliana Paragon. Ancora oggi ci si chiede chi abbia dato mandato e ordine ai servizi segreti di intercettare questi giornalisti e gravano molti sospetti sulla compagine governativa. Il caso ha creato talmente tanto imbarazzo che la stessa Paragon ha rescisso il contratto con l’Italia per presunto uso improprio, aggiungendo imbarazzo a imbarazzo.
2022: Il decreto rave. Fatto per colpire un singolo rave che aveva destato attenzione, in breve il governo scopre che la legge non ha effetto retroattivo. Sarà immediatamente stravolto, fino a farlo sparire.
15 luglio 2025: Golden power su Unicredit. Il golden power è uno strumento pensato per tutelare l’interesse nazionale in settori e filiere strategiche, per evitare che essi finiscano in mano straniera, attraverso operazioni finanziarie ostili di cui sono vittima le aziende bersaglio. Sulla vicenda UniCredit (acquisizione di Banco Bpm) il governo sovranista riesce a utilizzare il Golden Power contro una banca ITALIANA, che tra l’altro compete per la leadership in Europa e si trova ad avere contro persino il governo tedesco. Il paradosso è che a tutela di un patrimonio del nostro Paese debba intervenire l’Ue, che tutela gli interessi sovrani dell’Italia contro la paradossale azione masochistica del nostro stesso governo (leggi qui).
18 luglio 2025: Albatros. Il Film “Albatros” di Giulio Base, pellicola dedicata al militante del Fronte della Gioventù, presentata in pompa magna con Meloni e La Russa in prima fila, uscita in 112 sale ha incassato 5.874€ con un finanziamento di 1,49 milioni. 4 spettatori per sala.
3 agosto 2025: Santanchè. A processo a Milano per presunto falso in bilancio legato alla sua società editrice Visibilia, oltre a un’indagine parallela per bancarotta. Nonostante le pressioni delle opposizioni e il rinvio a giudizio, rimase al suo posto per mesi grazie allo scudo della premier e al sostegno del presidente del Senato La Russa. Si dimise infine nel marzo 2026 dopo che Meloni le chiese pubblicamente un passo indietro in seguito alla sconfitta referendaria. Daniela Santanchè chiese al Parlamento di intervenire per salvarla dalle prove raccolte dai magistrati. Non per smentirle, non per confutarle. Per renderle inutilizzabili: cinque audio registrati da un dipendente. Chat, email, documenti. Tutto materiale usato dalla Procura per accusarla di aver truffato l’INPS durante il Covid. La ministra non contestava l’accusa. Contestava che le prove vengano usate.
6 agosto 2025: il caso Almasri. rimpatrio in Libia da parte dell’Italia di Osama Njeem Almasri, leader di una milizia libica e ricercato dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra e torture, tra cui violenze e stupri sui bambini. Il generale libico, ricercato dalla Corte Penale Internazionale, fu arrestato in Italia ma scarcerato e rimpatriato in Libia su un aereo di Stato italiano. Meloni, i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano furono iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di favoreggiamento e peculato. Meloni fu poi archiviata, mentre le indagini sugli altri tre restano aperte. La vicenda aprì un grave scontro istituzionale con la magistratura e con la CPI.
13 agosto 2025: nominato un novax, Paolo Bellavite, nel Gruppo consultivo nazionale sulle vaccinazioni (NITAG). Uno che li definisce “sieri magici”.
13 agosto 2025: il codice della strada appena emanato è chiaramente anticostituzionale. Voglio dire, non una riforma complessa: sono riusciti a incorrere nell’anticostituzionalità pure col codice della strada.
8 ottobre 2025: manco sulla festa del santo patrono sanno legiferare. Mattarella chiede di “scrivere meglio le leggi” (!) dopo che la festa di San Francesco ha creato un pasticcio epocale.
14 ottobre 2025: Schillaci nomina il Parisi sbagliato come membro della commissione antidoping. Capolavoro assoluto di cialtroneria.
16 ottobre 2025: l’aumento della tredicesima promesso non c’è più. Alla chetichella, scompaiono tutti i bonus spergiurati.
21 ottobre 2025: il governo col record di aumento delle tasse. Negli ultimi 10 anni nessuno era riuscito a fare meglio.
24 ottobre 2025: il “elimineremo le accise” diventa “aumenteremo le tasse”: viene rifilata agli automobilisti italiani, su base netta, una stangata di 650 milioni di euro come prelievo fiscale complessivo sui carburanti.
27 ottobre 2025: la maggioranza propone che le compagnie telefoniche possano aumentare liberamente le tariffe. Forza Italia propone la marchetta, poi la ritira a causa delle grosse polemiche.
30 ottobre 2025: la Corte dei Conti boccia il Ponte sullo stretto. Fine dei giochi, ma miliardi già buttati. Un’opera inutile, costosissima, che pur non esistendo ha già drenato 12 miliardi di euro, distogliendoli da altre emergenze.
26 febbraio 2026: il pasticcio ridicolo della tassa sui pacchi. Si sono resi conto rapidamente della scemenza, e l’hanno ritirata dopo averla promulgata e dopo un danno pesante all’economia.
5 maggio 2026: l’Italia non partecipa alle simulazioni OMS per una prossima pandemia. Resta a guardare, isolandosi dai paesi europei e dal patto di solidarietà. Una scelta lungimirante, per sfoltire la popolazione.
Calo della produzione industriale: da gennaio 2023 l’ISTAT certifica (ad oggi) 36 mesi di calo della produzione industriale su 40 di Governo.
Immigrazione: Promise il blocco navale, per fortuna mai attuato, e nel 2023 c’è stato il record di sbarchi (fonte Ministero degli Interni). Il 50% in più rispetto al 2022 e oltre il 130% di più rispetto al 2021.
Centri in Albania: Il protocollo con l’Albania, siglato nel 2023 e ratificato nel 2024, ha previsto circa 650 milioni di euro per due centri di detenzione, rimasti in gran parte inutilizzati a causa di ripetute bocciature da parte dei tribunali italiani ed europei, che non convalidarono il trattenimento di migranti provenienti da paesi considerati non sicuri. Progettati per ospitare fino a 3.000 persone simultaneamente, per un totale di 36.000 all’anno, ospitano oggi (maggio 2026) 90 persone. Ed è il record, perché finora sono sempre stati di meno. I costi? 75 milioni subito, e poi quelli di gestione. Nessuno dei migranti trattenuti in Albania è mai stato rimpatriato. Anzi, sono stati tutti trasferiti qui in Italia.
Non solo non funzionano, ma sono costati una follia e nessuno si era informato prima di costruirli sulla possibilità di inviarvi davvero i migranti. Un capolavoro.
Autonomia differenziate: il grande progetto di secessione. Approvato dal parlamento, totalmente sventrato dalla Corte Costituzionale, che lo rende inoffensivo eliminando 7 articoli,
Piano carceri: Promesse 11.000 assunzioni di polizia penitenziaria entro il 2027. Assunzioni reali a metà 2026: 479.
Natalità: voleva dare nuovi figli alla patria, da perfetta sovranista. Ha aumentato l’IVA su pannolini, latte in polvere e prodotti per l’infanzia.
Piano casa: Il Piano Casa era uno dei suoi cavalli di battaglia, dovevano stanziare circa 15 miliardi, poi progressivamente sono diventati 8, poi 3. Alla fine una sega nulla. Ma dopo la batosta referendaria, ecco ricicciare il piano casa.
Accise: Voleva tagliare le accise e nella prima parte del 2026 – complice la guerra che il suo sodale pazzo ha scatenato in Iran – abbiamo raggiunto un record storico: a gennaio il gasolio in alcune località ha toccato quota 2,70€. L’idea più geniale quella di passare le accise dalla benzina al gasolio a gennaio, proprio a ridosso della crisi del petrolio, mossa che ha devastato l’economia (a gasolio non vanno solo le auto, ma soprattutto i trasporti di merci). E non è finita, perché aumenteranno anche le accise sul tabacco: da 29,5 a 32 euro per mille sigarette nel 2026, e poi 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro a partire dal 2028.
Pensioni / Fornero: Aveva promesso di abolire la Fornero, e non solo l’ha mantenuta ma ha tagliato ulteriormente sulle pensioni. Dopo la scelta scellerata di dare seguito al meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile in riferimento all’aspettativa di vita, che significherà maturare il diritto alla pensione di vecchiaia a 67 anni e 3 mesi nel 2027 e a 67 anni e 5 mesi nel 2029, e quella di sospendere o rendere nulle sostanzialmente tutte le forme di flessibilità in uscita a partire da opzione donna, nel maxiemendamento del 2025 si prevede il progressivo allungamento delle finestre di decorrenza delle pensioni anticipate fino a sei mesi dal 2035 che, nei fatti, considerando anche l’adeguamento alla speranza di vita già citato, porta l’accesso alla pensione anticipata a 43 anni e 9 mesi di contribuzione nel 2035.
ILVA: Promesse roboanti di vendita, diceva ci fossero addirittura 15 aziende interessate. Ad oggi, niente.
Alitalia / ITA: Gridava di volerne salvaguardare la sovranità italiana, poi l’ha svenduta per 300 milioni (una miseria) ai tedeschi. ITA Airways sta infatti passando definitivamente ai tedeschi del Gruppo Lufthansa: dopo aver acquisito una quota iniziale del 41%, Lufthansa ha esercitato l’opzione per salire al 90% della compagnia per 325 milioni di euro. Il restante 10% rimane temporaneamente nelle mani del Ministero dell’Economia italiano.
Tasse: come tutti, annunciava riduzioni. La pressione fiscale invece, secondo l’Istat, è ai massimi da oltre dieci anni: nel 2025 ha toccato quota 43,1 per cento e nell’ultimo trimestre dell’o stesso anno è schizzata al 51,4%. Il peso delle imposte sul reddito non era a questi livelli dal 2014.
special guest: Decreto Sicurezza / DDL 1660 (2024–2025)
È stato uno dei provvedimenti più controversi dell’intera legislatura, con un iter lungo e tormentato.
Cosa contiene: Il provvedimento contiene ben 14 nuovi reati e 9 aggravanti. Si muove su due binari: da un lato aumenta le tutele per le forze dell’ordine, dall’altro imprime una stretta penale su varie fattispecie. Tra i contenuti più discussi: la penalizzazione del blocco stradale o ferroviario (trasformata da illecito amministrativo a reato), norme più severe sulle occupazioni abusive, stretta sulla cannabis light, e scudo per i servizi segreti. Valigia Blu
Il metodo contestato: La Corte di Cassazione, in un documento di 129 pagine, ha smontato il provvedimento criticando non solo il contenuto ma anche il metodo: il governo aveva trasformato un disegno di legge già approvato alla Camera nel settembre 2024 in un decreto legge senza alcuna emergenza oggettiva. Nella storia parlamentare italiana, solo due volte era accaduto qualcosa di simile, e mai in materia penale.
Le critiche nel merito: Otto relatori speciali dell’ONU avevano già criticato il testo, sostenendo che potesse limitare la libertà di riunione e colpire le “occupazioni di necessità” dettate dalla povertà. L’associazione Antigone lo aveva descritto come “il più grande e pericoloso attacco alla libertà di protesta nella storia repubblicana”. La Cassazione ha inoltre rilevato che il governo rischiava di colpire eccessivamente gruppi specifici, con potenziali violazioni di diritti umani. Valigia Blu
Il Quirinale: Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso dubbi su alcune norme, in particolare sulla disposizione che prevedeva un incentivo economico da 615 euro per gli avvocati che concludevano i casi dei propri assistiti con il rimpatrio volontario del migrante — una norma che ha fatto discutere anche per l’insolita logica di “premiare” chi convince il proprio cliente a tornare in patria.
L’iter parlamentare: Le opposizioni hanno occupato i banchi del governo in aula alla Camera, e il ministro Piantedosi ha dovuto porre la questione di fiducia per blindare il testo. Il decreto è stato convertito in legge nel giugno 2025, dopo che il Quirinale aveva espresso diversi dubbi sulla costituzionalità di alcune previsioni, in parte accolti nel testo finale.
(grazie a Ettore Ferrini, dal quale abbiamo tratto diversi spunti)
